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Laureano: «Abbattere subito l'ecomostro di Alimuri»

 

Il consulente Unesco parla della situazione in Costiera Amalfitana.

Testata:
Corriere del Mezzogiorno
 
Data:
22-08-2007
 
Autore:
Bartolomeo Ruggiero
 
 
Costiera Amalfitana a rischio, anche per l'Unesco. Dopo il monito dell'urbanista Vezio De Lucia che in seguito alla tragedia di Conca dei Marini ha parlato della possibilità di esclusione dal patrimonio dell'Umanità quale fattore di shock positivo, l'allarme arriva direttamente dall'organismo mondiale per la tutela del patrimonio culturale e ambientale.
Abusivismo edilizio e gestione scriteriata del territorio, mettono in pericolo la presenza dell'area nella lista del Patrimonio mondiale dell'Umanità, a cui la Costiera Amalfitana è iscritta dal 1997. «Gli enti locali dovrebbero trasmettere all'Unesco un Piano di gestione aggiornato ogni due anni, più un rapporto semestrale - denuncia Pietro Laureano, consulente Unesco per gli ecosistemi in pericolo e già autore dei rapporti che hanno portato all'iscrizione dei Sassi di Matera e del Parco del Cilento nella lista del Patrimonio mondiale -. Ma le consegne non sono affatto rispettate, in dieci anni un Piano non è stato mai redatto. Manca un controllo sistematico e le situazioni di rischio si moltiplicano. I terrazzamenti, la caratteristica della Costiera, sono strutture estremamente delicate: una sorta di ricamo, in cui se si smaglia una pietra, crolla l'intero terrazzo. Ci sono le condizioni per l'inserimento dell'area nella lista speciale dei siti a rischio. Che sarebbe da un lato un modo per avviare procedure di recupero e di tutela anche tramite i fondi speciali Unesco riservati ai patrimoni in pericolo, ma pure l'anticamera di un'esclusione dal novero degli stessi siti Unesco».
E gli stessi terrazzamenti nascondono numerosi casi di realizzazioni fuori dalle regole. «Mascherate dalle strutture in pietra a secco dei terrazzamenti regolarmente inserite nelle planimetrie - spiega Laureano - ne spuntano altre, del tutto illegali, in cemento. È una situazione che l'Unesco ha più volte denunciato. Il fatto è che manca un censimento a tappeto dei terreni e delle strutture in costiera. Realizzare una mappatura della zona, anche col supporto della fotografia aerea, sarebbe il primo e necessario passo per porre un freno agli squilibri».
La rottura di delicati e millenari equilibri, gli incauti mutamenti di destinazione del terreno, unitamente all'influsso delle anomalie climatiche (l'alternanza di siccità e piogge che sottopongono a continuo stress le superfici) rendono l'area ad alto potenziale di rischio. (...)
E una forte scossa in chiave antiabusivismo in Campania, a giudizio del consulente Unesco, dovrebbe intanto venire dall'abbattimento dell' ''ecomostro'' di Alimuri. «Una vicenda emblematica e paradossale- commenta infine Laureano - . Bisognerebbe abbatterlo subito per dare l'esempio: se resta in piedi una struttura simile, come si può poi individuare e perseguire il più piccolo e meno eclatante abuso? Se c'è un attentato al paesaggio le istituzioni centrali dovrebbero immediatamente farsi carico delle operazioni di acquisizione e abbattimento anche in presenza di permessi e licenze di autorità locali. Esiste una Convenzione europea sul paesaggio, recepita anche dall'Italia, che lo prevede».

 
 
 

 

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