In autunno un pieno di riforme per le professioni. Dal riordino complessivo del settore di cui si discute ormai da anni alle semplificazioni del sistema europeo per la libera circolazione dei lavoratori. Passando per diversi provvedimenti che riguardano singole categorie. Dopo mesi di dibattiti e confronti, infatti, alla ripresa dei lavori parlamentari si concentreranno una serie di scadenze che chiameranno i parlamentari a un vero e proprio tour de force. Ma vediamo quali sono le priorità.
Riordino. Dopo circa otto mesi di audizioni tutto è pronto per il nuovo testo di riordino delle professioni che modificherà la proposta del ministro della giustizia, Clemente Mastella. È calendarizzato per il 13 settembre, presso le commissioni riunite giustizia-attività produttive della camera, il primo appuntamento per il comitato ristretto che dovrà procedere a definire un testo base che sintetizzerà tutti i progetti di legge già depositati (C. 867 Siliquini, C. 1216 Mantini, C. 1319 Vietti, C. 1442 Laurini, C. 2160 Governo e C. 2331 Naccarato). A occuparsene in qualità di relatori di maggioranza Pierluigi Mantini e Giuseppe Chicchi. Poi, verranno incardinati gli eventuali emendamenti e si passerà all'approvazione in commissione prima di passare il testo al vaglio dell'aula.
Direttive. L'approvazione più rapida sarà riservata a due decreti legislativi di recepimento di due direttive Ue, sull'antiriciclaggio e sul riconoscimento qualifiche. I due schemi di dlgs sono stati approvati in via preliminare prima della pausa estiva dal consiglio dei ministri. Quindi la parola è alle commissioni parlamentari di riferimento. Anche se alcune polemiche potrebbero rallentare l'iter di entrambi i provvedimenti.
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Casse. Proiezioni attuariali a 50 anni, tassi di mortalità in linea con quelli elaborati dall'Istat per l'intera collettività, rendimento patrimoniale valutato in funzione del tasso di rendimento medio realizzato nell'ultimo quinquennio. Saranno questi alcuni dei criteri ai quali le casse di previdenza dei liberi professionisti dovranno fare riferimento nella redazione dei loro bilanci, stando alla bozza di decreto messa a punto dal ministero del lavoro in attuazione dell'articolo 1, comma 763, della legge 296/2006 (la Finanziaria 2007). I tecnici del dicastero guidato da Cesare Damiano hanno quindi accolto le indicazioni del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale, disattendendo invece le richieste avanzate dall'Adepp, l'associazione che riunisce le casse privatizzate e che annuncia battaglia. Ora gli enti avranno poco meno di un mese di tempo per presentare le loro osservazioni, entro il 28 agosto la relativa documentazione dovrà essere trasmessa alla divisione IV della direzione per le politiche previdenziali, per poi presentarsi il 10 settembre all'incontro organizzato presso il ministero. Poi sarà il momento della firma.