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I torinesi designer fai-da-te per progettare la nuova città

 

Quaranta creativi aiuteranno le comunità cittadine a realizzare idee e sogni per la vita quotidiana

Testata:
la Repubblica
 
Data:
28-08-2007
 
Autore:
Gabriella Colarusso
 
 
Gli abitanti di via Parenzo chiedono stendipanni interni per le loro case in ristrutturazione che presto ospiteranno serre bioclimatiche. Gli ambulanti di Porta Palazzo hanno bisogno di banchi mobili e nuovi sistemi di copertura. Le oltre 180 etnie presenti in città vogliono una loro rivista-network e un gruppo di studenti albanesi si è già candidato alla direzione. Le erboristerie cinesi cercano consulenti per le confezioni dei loro prodotti, i gestori degli hammam sono a caccia di buone idee per rivoluzionare gli accessori tradizionali dei bagni turchi.
In vista del 2008, anno in cui Torino sarà capitale mondiale del design, desideri e bisogni delle comunità locali cresciute sotto la Mole diventano realtà. Anzi, diventano design. Con il concorso internazionale «Torino Geodesign» curato da Stefano Boeri, direttore di Abitare, architetti, designer, grafici e progettisti da tutto il mondo sono chiamati a presentare le loro candidature per realizzare, in collaborazione con le comunità locali e le imprese piemontesi, una serie di interventi volti a migliorare la qualità di vita degli abitanti. Dallo scorso febbraio, grazie ad una mappatura fornita dall'amministrazione comunale, i promotori del concorso hanno visitato, ascoltato, consultato le comunità locali torinesi per capirne necessità e desideri. Obiettivo: tradurli in progetti. «La logica era individuare comunità di pratiche - spiega Boeri - non solo etniche, e renderle protagoniste della progettazione, insieme ai designer e alle aziende locali. L'obiettivo è far si che gli abitanti partecipino all'ideazione e alla realizzazione degli utensili complessi di cui hanno bisogno. Una sorta di design "autorganizzato", in cui sfumano le distinzioni tra committenti e utenti. Il designer diventa consulente e la comunità protagonista del progetto».
La giuria del concorso (in cui siedono, tra gli altri, l'architetto olandese Rem Koolhaas e il critico d'arte Hans Obrist) selezionerà una quarantina di designer. In autunno, poi, partiranno i workshop sperimentali, insieme alle comunità e alle aziende, per la progettazione di utensili complessi. «Selezioneremo i designer in base al loro curriculum, al portfolio, al profilo professionale - spiega Boeri - e poi decideremo a quale progetto destinarli». I prototipi finali verranno esposti a Porta Palazzo nell'aprile del 2008, ma l'obiettivo del concorso è far si che le aziende coinvolte investano nella realizzazione dei prodotti.
I termini per la presentazione delle candidature scadono il 30 settembre, ma la lista dei progetti da realizzare è già un melting pot di desideri. Si va dalla mobilità degli spazi pubblici alla comunicazione e alla cura di sé, con il Po che aspetta pontili mobili per i suoi canottieri, i cinesi alle prese con una nuova linea di accessori, gli studenti Erasmus in cerca di nuove strategie del coabitare.

 
 
 

 

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