Gli abitanti di via Parenzo chiedono stendipanni interni per le loro case in ristrutturazione che presto ospiteranno serre bioclimatiche. Gli ambulanti di Porta Palazzo hanno bisogno di banchi mobili e nuovi sistemi di copertura. Le oltre 180 etnie presenti in città vogliono una loro rivista-network e un gruppo di studenti albanesi si è già candidato alla direzione. Le erboristerie cinesi cercano consulenti per le confezioni dei loro prodotti, i gestori degli hammam sono a caccia di buone idee per rivoluzionare gli accessori tradizionali dei bagni turchi.
In vista del 2008, anno in cui Torino sarà capitale mondiale del design, desideri e bisogni delle comunità locali cresciute sotto la Mole diventano realtà. Anzi, diventano design. Con il concorso internazionale «Torino Geodesign» curato da Stefano Boeri, direttore di Abitare, architetti, designer, grafici e progettisti da tutto il mondo sono chiamati a presentare le loro candidature per realizzare, in collaborazione con le comunità locali e le imprese piemontesi, una serie di interventi volti a migliorare la qualità di vita degli abitanti. Dallo scorso febbraio, grazie ad una mappatura fornita dall'amministrazione comunale, i promotori del concorso hanno visitato, ascoltato, consultato le comunità locali torinesi per capirne necessità e desideri. Obiettivo: tradurli in progetti. «La logica era individuare comunità di pratiche - spiega Boeri - non solo etniche, e renderle protagoniste della progettazione, insieme ai designer e alle aziende locali. L'obiettivo è far si che gli abitanti partecipino all'ideazione e alla realizzazione degli utensili complessi di cui hanno bisogno. Una sorta di design "autorganizzato", in cui sfumano le distinzioni tra committenti e utenti. Il designer diventa consulente e la comunità protagonista del progetto».
La giuria del concorso (in cui siedono, tra gli altri, l'architetto olandese Rem Koolhaas e il critico d'arte Hans Obrist) selezionerà una quarantina di designer. In autunno, poi, partiranno i workshop sperimentali, insieme alle comunità e alle aziende, per la progettazione di utensili complessi. «Selezioneremo i designer in base al loro curriculum, al portfolio, al profilo professionale - spiega Boeri - e poi decideremo a quale progetto destinarli». I prototipi finali verranno esposti a Porta Palazzo nell'aprile del 2008, ma l'obiettivo del concorso è far si che le aziende coinvolte investano nella realizzazione dei prodotti.
I termini per la presentazione delle candidature scadono il 30 settembre, ma la lista dei progetti da realizzare è già un melting pot di desideri. Si va dalla mobilità degli spazi pubblici alla comunicazione e alla cura di sé, con il Po che aspetta pontili mobili per i suoi canottieri, i cinesi alle prese con una nuova linea di accessori, gli studenti Erasmus in cerca di nuove strategie del coabitare.