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  ISTITUZIONE , AREA LEGALE , Disegni di Legge del Senato della Repubblica , Attacco alle casse dei professionisti  

Attacco alle casse dei professionisti

 

De Tilla: lo stato vuol mettere le mani sui nostri patrimoni

Testata:
Italia Oggi
 
Data:
30-08-2007
 
Autore:
Ignazio Marino
 
 
Se qualcuno ha tradito non è stato certo per 30 denari. I piani del governo nei confronti delle casse di previdenza dei professionisti sono ben più ambiziosi. E vanno in una sola direzione: riportare gli enti privatizzati (dlgs 509/94) e privati (dlgs 103/96) nella gestione pubblica per poter mettere le mani su una torta di oltre 34 miliardi di euro. Facendo fare a tutto il comparto della previdenza dei professionisti un passo indietro di oltre dieci anni. Di questo avviso è Maurizio de Tilla, numero uno dell'Adepp (l'associazione che rappresenta gli enti di previdenza dei professionisti). Che punta il dito contro l'esecutivo: «Avevamo ricevuto assicurazioni che il passaggio dai 15 ai 30 anni per le proiezioni attuariali delle casse sarebbe stato graduale. A fine luglio scopriamo che il termine è passato a 50 anni. La Finanziaria ci dà un'autonomia gestionale di carattere generale e nello specifico ci impone delle condizioni che non potremo mai rispettare. Stiamo parlando di un arco di tempo in cui potrebbe accadere di tutto». Per studiarsi nei minimi particolari il decreto interministeriale che dà attuazione al 763 della Finanziaria, quello che cambia i parametri per la valutazione della sostenibilità delle casse nel medio e lungo periodo, De Tilla ha rinunciato alle vacanze estive. Oggi non ha più alcuna incertezza. «Con questo provvedimento si conclude l'attacco alle professioni. Ha iniziato Bersani con le liberalizzazioni. Ha continuato Mastella con la riforma che vuol cancellare un po' di ordini. Conclude il ministero dell'economia mettendo le mani sui patrimoni dei professionisti. Spero che il ministro del lavoro Cesare Damiano possa bloccare questa operazione».
Domanda. E se invece anche Damiano firma il decreto?
Risposta. Sicuramente impugneremo il provvedimento perché è illegittimo.
D. Dove sta l'illegittimità?
R. Ci vuole una legge e non un decreto per modificare i criteri di redazione dei bilanci. Va osservato che, anche sotto il profilo più squisitamente tecnico, con le proiezioni attuariali riferite a un periodo temporale estremamente lungo si corre il rischio di giungere a conclusioni poco realistiche e di nessuna utilità, di qui il fondato sospetto di perseguimento di altri fini. Poi sono stati integralmente trascurati tutti gli elementi che caratterizzano la specificità delle singole realtà professionali, parametrando questo mondo alla previdenza pubblica, che non ha previsioni attuariali ma solo voragini e deficit di bilancio. Il nucleo di valutazione della spesa previdenziale si occupi di questo, piuttosto che andare a penalizzare la professionalità e le buone gestioni, che sono le puntuali caratteristiche del mondo delle professioni.
D. Se le casse dovessero fare oggi proiezioni a 50 anni quante ne rimarrebbero in piedi?
R. Nessuna.
(...)
R. Un professionista si iscrive in una cassa a 30 anni. Andrà in pensione a 65. Al giovane io devo dire se quando smette di lavorare ci sono i soldi per la sua pensione oppure no, e per fare questo non mi servono delle valutazioni cinquantennali, bastano trentennali. Non mi stancherò di dirlo: la cosa è politica e il decreto è anche illegittimo.
(...)
 
 
 

 

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