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Strano ma vero: ecco il new look

 

Oggi è solo un gioco dei designer per spezzare la routine creativa

Testata:
la Repubblica
 
Data:
02-09-2007
 
Autore:
Irene Maria Scalise
 
 
Negli anni Venti e Trenta rivoluzionò la maniera di fare moda, arte e design. Abiti e mobili divennero creazioni liberatorie. Il movimento surrealista, che stravolgeva schemi e prendeva in giro il mondo, oggi torna a influenzare lo stile regalando - attraverso gli oggetti quotidiani - sensazioni oniriche senza il controllo della ragione. Proprio ciò che nel celebre Manifesto del 1924 fu definito dallo scrittore francese Andrè Breton come «Automatismo psichico puro per mezzo del quale ci si propone di esprimere (...) il funzionamento reale del pensiero». Al suo credo aderirono geni come Salvador Dalì, Renè Magritte, Joan Mirò e Max Ernst, convinti che attraverso la liberazione delle potenzialità immaginative si potesse raggiungere uno stato conoscitivo oltre la realtà: la "sur-realtà". Idea globale di cui si hanno meravigliosi esempi nella mostra Surreal things: Surealism and design al Museum Boijmans Van Beuningan di Rotterdam, in programma fino a dicembre. Tra stilisti e designer dei giorni nostri l'antica seduzione deformante si riaffaccia. (...)
I designer ricambiano con la stessa moneta e il risultato piace al pubblico. Si fanno follie per aggiudicarsi un pezzo unico di Marten Baas, giovane e talentuoso danese che ha stravolto le sagome di tavoli, librerie e ventilatori modellando una speciale miscela di argilla indurita e poi smaltandola in colori accesi. Vanno a ruba le creazioni di Sebastian Brajkovic: il designer, metà croato e metà italiano, ha restituito una second life a vecchie sedie prima distorcendole al computer e poi trasformandole manualmente. Niente è impossibile. Compresa la sedia che balla di Rolf Sachs. C' è chi ripropone la carta da parati in curiosi rigati optical che deformano le pareti. Non stupitevi se, entrando in una stanza, vi sembrerà che il muro vi venga incontro: è solo il risultato della fantasia. Così come le sedie appese a grucce per gli abiti e i divani a forma di labbra con stampe di nuvole. Stranezze creative, ma senza mostruosità. I designer abbandonano i viscerali richiami freudiani dei maestri surrealisti e si divertono solo a giocare. Forse perché la realtà che ci circonda è sin troppo spaventosa.

 
 
 

 

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