salta ai contenuti
 
CNAPPC
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Bilanci, casse all'attacco

 

Adepp: i nuovi criteri rischiano di falsare la realtà

Testata:
Italia Oggi
 
Data:
04-09-2007
 
Autore:
Ignazio Marino
 
 
I nuovi criteri di redazione dei bilanci delle casse di previdenza rischiano di falsare quella che è la sostenibilità dell'ente nel lungo periodo. Ottenendo, quindi, l'effetto contrario rispetto a quello prefissato dalla norma. Meglio elaborare delle ipotesi costruite sulle realtà delle categorie assicurate. E, solo in via aggiuntiva, predisporre un ulteriore documento, le cui ipotesi si riferiscono a elementi riscontrabili nella popolazione italiana, esclusivamente finalizzato ad approfondimenti e ipotesi di studio confrontabili a livello nazionale ed europeo. Si conclude con queste considerazioni l'articolato documento messo a punto dall'Adepp (l'Associazione degli enti di previdenza privatizzati guidata da Maurizio de Tilla) e che ieri è stato depositato presso la direzione per le politiche previdenziali. E che sarà discusso il giorno 10 settembre con il ministro del lavoro Cesare Damiano. Come anticipato da ItaliaOggi del 30 agosto, il documento analizza e critica i diversi punti messi nero su bianco nel decreto interministeriale attuativo del comma 763 della Finanziaria circa i nuovi criteri di valutazione della sostenibilità delle casse di previdenza nel medio e lungo periodo. Una delle prime osservazioni contesta proprio il periodo preso in considerazione dalla prima bozza del decreto: i 50 anni. Si fa notare che «tale ampliamento non è disposto da alcuna disposizione legislativa» in quanto la Finanziaria fa riferimento a un ampliamento da 15 a 30 anni. «Anche sotto un profilo più squisitamente tecnico le proiezioni attuariali riferite a un periodo temporale estremamente lungo necessitano di particolare attenzione nella interpretazione dei risultati per non correre il rischio di giungere a conclusioni poco realistiche e, in alcuni casi, fuorvianti. Una proiezione, quindi, che appare palesemente eccessiva anche per la scarsa attendibilità di proiezioni di così lunga durata. Per i primi venti anni"» si argomenta, «i risultati sono da ritenersi come molto probabili in particolare dal lato delle uscite previdenziali, in quanto, in tale intervallo di tempo, i flussi di nuovi pensionati derivano dalla popolazione degli iscritti attivi presenti al momento delle valutazioni. Successivamente i risultati sono indicativi dell'andamento tendenziale della gestione e vanno valutati non in base all'ordine di grandezza delle poste di bilancio quanto all'evolversi del loro rapporto quale: contributi/prestazioni, patrimonio/prestazioni ecc.». Oltre l'allungamento dell'arco temporale, che si consiglia di introdurre gradualmente, il documento Adepp invita a prendere meglio in considerazione le singole caratteristiche delle casse. E soprattutto non vincolare la redditività dei patrimoni degli enti a quelli dei titoli di stato. La somma delle criticità del provvedimento, infatti, se confermate porterebbero a degli effetti distorsivi. Che possono essere «talmente importanti da fare perdere al documento di bilancio tecnico la sua specifica funzione di supporto nelle strategie di politica previdenziale dell'ente, nonché far venir meno la sua efficacia quale strumento di controllo per gli organi di vigilanza, finendo per rappresentare una evoluzione della realtà previdenziale di ciascun Ente sostanzialmente "falsata" nel medio e nel lungo periodo».
 
 
 
Area Riservata
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
torna ai contenuti torna all'inizio