Riapre il cantiere della riforma della professioni. Oggi, infatti, si riunirà alla camera il comitato ristretto creato ad hoc, in seno alle commissioni giustizia e attività produttive, prima dell'estate, per valutare le proposte di modifica al ddl Mastella dei due relatori, Pierluigi Mantini (Margherita) e Giuseppe Chicchi (Ulivo). E, in caso di esito positivo, riceveranno mandato per mettere giù il testo della riforma delle professioni, con gli emendamenti incardinati.
Ma andiamo con ordine, perché le questioni da definire sono molteplici. Una su tutte: lo strumento legislativo, che occuperà buona parte del dibattito in aula, con il ddl Mastella, da un lato, che si basa sulle deleghe in bianco, e la proposta di Mantini e Chicchi, dall'altro, che punta a mantenere un impianto misto, riducendo il numero delle deleghe e trasformandone alcune in norme di legge.
«Il nostro lavoro», ha spiegato infatti Chicchi, «sarà prima di tutto quello di capire quali deleghe, dell'impianto del Mastella, sono da trasformare in norme e quali possono restare deleghe. Ciò che diventa norma, poi, potrebbe rinviare a regolamenti».
La seconda proposta riguarda invece la riduzione degli ordini. «Proporremo», ha detto il relatore alla camera delle attività produttive, «di vincolare la creazione di nuovi ordini alla presenza di leggi costituzionali. Mentre per la fase attuale affermeremo il principio del processo di semplificazione del comparto con una procedura che coinvolgerà anche gli ordini».
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Infine, la questione del riconoscimento delle libere associazioni sulle quali Mantini e Chicchi proporranno, come vincolo, la laurea triennale obbligatoria, fatti salvi i professionisti che hanno già esperienza. Principio, questo, che i tributaristi dell'Ancot vorrebbero in parte modificare. Alla fine di una serie di contatti con varie forze politiche, infatti, l'associazione, guidata da Arvedo Marinelli, ha proposto la non obbligatorietà della laurea breve. «Bisogna renderla obbligatoria, ma solo per alcuni settori», ha spiegato il presidente, «il corso di laurea, infatti, nasce dopo la costituzione di una nuova professione. Per il resto, condividiamo i principi sui quali sta lavorando il parlamento».