Ha capovolto il luogo comune del presidente francese caro alla destra che ama la Grandeur: «Ci ha confessato di detestare l'Eliseo: "Taglia fuori il popolo", ha detto, adora solo i giardini. Invece ha indicato la Piramide del Louvre di Ieoh Ming Pei e voluta da François Mitterrand come un esempio di coraggio. Non ha mai citato Chirac, ha elogiato un presidente socialista...». L'architetto e urbanista Massimiliano Fuksas, un cuore che batte dal 1968 a sinistra e da tempo palpita in area Rifondazione, è appena uscito da una sorprendente colazione all'Eliseo su invito di Nicolas Sarkozy. Unico ospite italiano di una ristrettissima lista di star internazionali: Jean Nouvel, Rem Koolhas, Norman Foster, Richard Rogers, Jacques Herzog, Zaha Hadid, Christian de Portzamparc e Thom Mayne. Le intelligenze che stanno modificando il volto di mezzo pianeta.
Cosa voleva da voi Sarkozy? «Discutere del futuro di Parigi. Di qualità della vita legata all'architettura ». (...)
Dopo la riunione durata quasi tre ore a pranzo un'indicazione concreta per il futuro: «Ha incaricato il ministero della Cultura di indicare una decina di aree "difficili" sulle quali immaginare altrettanti progetti. Su quel terreno potremo discutere nel concreto. Mi ha stupito la grande fiducia nella politica che può modificare la realtà. Anzi, ha detto "il mondo". Un politico atipico. Ieri ha inaugurato con entusiasmo la mostra sui progetti di architettura contemporanea a la Cité de l'architecture e du patrimoine al Palais de Chaillot. Cinquemila metri quadrati di esposizione, una meraviglia».
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Fuksas sospira: «Ho provato a immaginare una discussione del genere in Italia magari con Berlusconi, Fassino, lo stesso Bertinotti. Siamo lontani anni luce. Ho pensato alla noia dei discorsi di Prodi. Non so cosa avrei fatto per comprare lì, sul posto, un paio di consiglieri di Sarkozy e regalarli all'Italia...»
Su Le Figaro:
Ce que le président et les architectes se sont dit au déjeuner.