Tra ospiti illustri, oggi nel tardo pomeriggio alla Triennale, Gianni Verga, l'ingegnere assessore alla casa del Comune di Milano, presenterà la sua ultima fatica letteraria. Non è nuovo a queste esperienze e ricordiamo Milano la città più città d'Italia o Come avere cura della città. Quest'ultima fatica invece ha il titolo Milanesità. Quando la libertà cresce con le regole giuste. Il mio contributo allo sviluppo del territorio di Milano e cade in un momento particolare del dibattito sull'urbanistica milanese, a ridosso della discussione sul Piano di governo del territorio. Il libro non è solo il resoconto della sua lunghissima carriera politica, tutta passata all'insegna dei problemi del territorio e della casa, ma anche il suo messaggio per il futuro del territorio milanese. Gianni Verga non è stato solo uomo di lettere o di teoria, ma anche l'artefice di una legge che porta il suo nome: la legge regionale n° 22 del 1986, certamente di tutta la sua carriera la cosa più importante e che lasciò i maggiori segni sul territorio. La legge aveva per oggetto la promozione di edilizia residenziale sovvenzionata, agevolata e convenzionata tra pubblico e privato, e anche una finalità di ricupero urbanistico. Furono presentati 800 programmi, molti accettati, altri respinti, ma alla fine si avviò la costruzione di 22mila alloggi con un investimento, allora, di 2.530 miliardi di lire. Fu l'ultimo grande intervento pilotato dalla mano pubblica. Da allora solo vagiti. (...)
Per quel poco che si sa, il suo ultimo libro sembra ancora calato nella cultura urbanistica che non riesce a rinnovarsi, continuamente dibattuta tra amarcord, estetismi e intenti liberistici dalle supposte virtù taumaturgiche. Oggi dall'urbanistica ci aspetteremmo ben altro: una conoscenza profonda della realtà urbana e civica, un'analisi della storia recente che dia le vere ragioni del calo degli abitanti e ne spieghi gli effetti contraddittori. Vorremmo che, prospettando l'avvenire della città, si parlasse di fatti e non solo di auspici e si supportassero le affermazioni con ragionamenti convincenti, frutto di analisi passate al vaglio della fattibilità. Non vorremmo dover mutuare il detto di Clemanceau caro a Churchill, dicendo: «La città è una cosa troppo seria per lasciarla fare agli urbanisti». Non dimentichiamo che le famiglie lombarde hanno debiti per la casa per 5,7 miliardi di euro, un quarto di tutta l' Italia. Quanto di questa cifra ha finanziato il caro casa? Quanto graverà sulle famiglie il caro mutuo? Questo rincaro quanto sottrarrà ai consumi? L'urbanistica non è solo "forma urbis".