L'architettura si può definire il «segno dell'uomo che tende oltre l'umano»; i popoli di steppe e savane che non hanno architettura, sono condannati a non avere vera storia. Andare oltre l'umano è proprio la tensione che pervade l'antologica di Massimo Scolari (Novi Ligure, 1943) a Riva del Garda. Un percorso unitario, dal 1965, affascinante, fra pittura, acquerelli, disegni, sculture, installazioni, mobili. A parte, due monumentali sculture, in bronzo e in acciaio, realizzate per due Biennali di Venezia e anche serie di foto di Ghirri, Basilico, Campigotto, Guidolotti.
Benché architetto, Scolari emerge come il più qualificato «visionario d'architettura». È una linea tipicamente italiana che nel passato ha trovato altissimi apici come Piranesi e De Chirico, nel simbolismo implicito del labirinto dell'esistere e della prigionia dell'anima.
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Massimo Scolari
Riva del Garda, Museo Riva del Garda, sino al 4 novembre. Tel. 0464/573869 Scolari: «Porta per città di mare»