Un robot di quasi tre metri d'altezza, fatto di tubi cromati, pezzi di scocche metallizzate e fanalini d'automobile, si staglia inaspettato in una via del centro, proprio davanti agli ex chiostri di San Filippo Neri.
Non è il segno di un'inquietante invasione aliena, ma la creatura spaziale che apre le porte di «Astronave Torino», mostra che il MIAAO - Museo Internazionale delle Arti Applicate Oggi (via Maria Vittoria 5) - ha inaugurato come base lancio del prossimo Congresso mondiale degli architetti UIA Torino 2008 dal nome «Afterville». «La post città... - spiega il direttore del museo Enzo Biffi Gentili - significa progetti geniali di chi la metropoli del futuro l'ha modellata, sognata, disegnata e raccontata». Cominciando dal poliedrico futurista italiano Fillia, che nel racconto «La vita di domani» identifica l'uomo e la donna della nuova era con sintetiche sigle: «... rispose M6434», l'excursus si snoda attraverso artefatti sempre in bilico tra fantastico, scientifico e sperimentale.
Dalle tavole del progettista urbano Enzo Venturelli, dove il Teatro Tartaruga o la Chiesa Spaziale fanno parte del corpus ideato per un'avveniristica «Città dell'era nucleare», si passa ai romanzi grafici multimediali di Marco Patrito, in cui silhouette di donne robotiche si muovono sullo sfondo di paesaggi apocalittici. (...)
La mostra è aperta fino al 6 gennaio 2008, dal martedì al venerdì ore 16-19. Ingresso libero.