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Palermo, la nuova sfida del design "Siamo la porta del Mediterraneo"

 
Testata:
la Repubblica
 
Data:
29-10-2007
 
Autore:
Irene Maria Scalise
 
 
C'è un nuovo design nel panorama internazionale. Trasversale a più paesi coinvolge insieme Italia, Spagna, Marocco, Turchia, Libia e Israele. E infatti il nome che si aggiudica è quello di design del Mediterraneo. Ed è un design che si mette sempre più in mostra con settimane del design, appuntamenti e musei. Il battesimo, appena avvenuto, è stato a Palermo in occasione della seconda edizione del "Palermo design week" (www.palermodesignweek.it). Per una settimana la città siciliana è stata un po' più simile a Milano, Londra e New York. Spazi istituzionali allestiti con arredi di design, palazzi barocchi presi d'assalto da artisti e progettisti, negozi aperti sino a tardi per un fuorisalone in versione palermitana. Turisti italiani e stranieri hanno invaso la città incuriositi dallo strano connubio tra la modernità e la cultura siciliana.
Ma tutto è andato ben oltre la semplice curiosità. L'organizzazione dell'evento arrivava dall'Icod (International community of design), di cui fanno parte nomi come il critico d'arte Philippe D'Averio, il presidente dell'Adi Carlo Forcolini, il presidente della Triennale Davide Rampello e l'architetto Giuseppe Finocchio che spiega: «L'idea di far svolgere a Palermo la funzione di porta d'accesso alla comunità del design nel Mediterraneo mi è venuta lo scorso anno a Belgrado. Il fattore più importante deve essere proprio la creatività mediterranea e l'obiettivo è quello di sviluppare un indotto che possa sfruttare al meglio le risorse del territorio e movimentare nuovi flussi turistici nel settore della cultura e dell'arte». La settimana palermitana, nelle intenzioni degli ideatori, doveva essere un'opportunità per le grandi aziende ma soprattutto per i più giovani che volevano presentare le loro opere al mercato internazionale. E la partecipazione è stata notevole. Più di sessanta designer, di cui più della metà italiani, hanno avuto modo d'incontrarsi e, soprattutto, di mostrare le loro opere ai potenziali produttori. «Tra le idee più apprezzate c'è stata una mostra itinerante per la città - continua Finocchio - poi l'esposizione di giovani e professionisti, provenienti da vari paesi dell'area mediterranea, nel deposito delle ex Locomotive mirata ad esplorare gli ultimi sviluppi nel campo della cultura del progetto. E ancora l'iniziativa di far partecipare una serie di negozi all'evento, con le loro installazioni, e di dare al pubblico il compito di votare il negozio o il luogo più significativo».
(...)

 
 
 

 

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