ArchiWorld Network

Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori

 
  Fachbereich Architektur TFH Berlin , Fachbereich Architektur TFH Berlin , Fachbereich Architektur TFH Berlin , Fachbereich Architektur TFH Berlin , Fachbereich Architektur TFH Berlin , Fachbereich Architektur TFH Berlin , ĢIo, comunista irriducibile, mi ispiro alle curve delle donneģ , ĢIo, comunista irriducibile, mi ispiro alle curve delle donneģ , Urbanistica e perequazione, urgente una nuova legge , Principi fondamentali in materia di governo del territorio , Principi fondamentali in materia di governo del territorio , Video: Sistema di informazione e comunicazione del Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori , Convegno: La tecnologia mapei per il benessere in edilizia "Aspetti tecnici e normativi" - Bari , Paletti all'appalto integrato , Paletti all'appalto integrato , Giulio Speranza , Giulio Speranza , Giulio Speranza , Giulio Speranza , TU Berlin - Faculty of Architecture , Torino cittā aperta per l'architettura , La bruttezza non č il contrario del bello , Concorsi , Anna, programmata per stupire "Ora dovete cambiare il mondo" , Professioni, riforma in aula a luglio , Appuntamenti , Stati Uniti , Stati Uniti , Dentro l'orizzonte negativo della metropoli disfatta  

Dentro l'orizzonte negativo della metropoli disfatta

 

Supernonluoghi

Testata:
il manifesto
 
Data:
23-11-2007
 
Autore:
Alberto Ziparo
 
 
Ma l'attenzione verso questi temi non ha ancora determinato le drastiche svolte necessarie per dare vita a una politica di evoluzione sostenibile del territorio In occidente come nel terzo e quarto mondo, i modelli dominanti sono la «sprawltown» e la megalopoli, luoghi da cui il senso di progresso evocato dall'idea di città sembra essersi dissolto

Qualche giorno fa - l'otto novembre - si è celebrata la giornata mondiale dell'urbanistica. Da Canberra a Vancouver, da Buenos Aires a Shanghai, i documenti e i messaggi che in quella occasione si sono scambiati centri, laboratori e organizzazioni di urbanisti e pianificatori in tutto il mondo hanno sottolineato in modo pressoché unanime un punto: le prossime politiche urbane e territoriali devono assumere pienamente la gravità della questione ambientale e della crisi climatica, così che la disciplina urbanistica possa esprimere proposte analitiche e progettuali conseguenti.
Già da tempo il paradigma della sostenibilità appare, nelle dichiarazioni dei tecnici e dei decisori, il dato strutturante di tutto il settore, e tuttavia queste parole soltanto raramente si traducono in azioni. Lo dimostra, per esempio, l'attenzione suscitata da recenti dibattiti su temi già in declino, quali i «non luoghi», del cui calo ha fornito una interessante interpretazione Massimo Ilardi (in Tramonto dei non luoghi, Meltemi); oppure l'ancor più recente entusiasmo per i «superluoghi» (che in realtà dovrebbero chiamarsi correttamente «supernonluoghi»), megastrutture multifunzionali, la cui presenza domina e condiziona interi ambiti territoriali per le loro dimensioni e il loro impatto; o infine per i nuovi grattacieli, talora mascherati da tentativi, non di rado goffi, di innovazione ambientale («boschi verticali») o energetica (megacontenitori, sì, ma alimentati da sole e vento).

I cantori del gigantismo
Non sono solo i più attenti analisti del territorio, ma anche diversi architetti costruttivisti, quali Rem Koolhaas e Renzo Piano, a evidenziare la contraddittorietà e l'obsolescenza di queste posizioni. La bigness concentra quantità di interessi e capitali tali da prospettare una governance che ha tutti i mezzi per legittimare la propria autoreferenzialità: il peso economico e decisionale di simili operazioni rischia infatti di stravolgere le politiche urbanistiche e le stesse architetture (quelle che Koolhaas ha definito nei suoi scritti pubblicati in Italia per Quodlibet «Junkspace»). Tecnici e decisori sono ridotti al ruolo di cantori (chiamati cioè solo a «disegnare la retorica»), portavoce o facilitatori di operazioni la cui ampiezza suscita grandi quanto banali entusiasmi mediatici.
I problemi sorgono quando tali azioni, programmatiche o progettuali, si scontrano con una domanda sociale, estranea al sistema di governance che li sorregge, e che esprime anzi istanze spesso del tutto diverse, in conflitto con le dinamiche suscitate dai «supernonluoghi». D'altra parte, non solo le operazioni in sé, ma l'intero orientamento su cui esse si basano fa sì che vengano alimentate, e non corrette, le logiche che hanno portato all'attuale crisi ecologica. (...)

 
 
 

 

e-mail AWN

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  • Segnala questa pagina su Delicious
  • Impossibile Trovare il Template con Nome NEWS