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  Fuga dalla metropoli. Lecco meta ambita  

Fuga dalla metropoli. Lecco meta ambita

 

Secondo l'indagine di Tecnocasa la tendenza è proprio quella di lasciare Milano e Monza per cercare una casa con vista lago

Testata:
La Provincia di Lecco
 
Data:
25-11-2007
 
Autore:
Maura Galli
 
 
«È un fenomeno che succede in tutte le realtà europee. Inevitabile che accada anche nell'area metropolitana milanese di cui noi obtorto collo facciamo parte. Milano è arrivata fino a Monza e dobbiamo aspettarci un continuum urbano che amplierà la metropoli. Milano potrebbe arrivare fino a Colico, per dire». Nessuna sorpresa per il presidente dell'Ordine degli architetti, Ferruccio Favaron: il processo di decentramento dalla metropoli alla provincia è già cominciato. E coinvolge anche Lecco. La città è pronta? Tutte queste residenze che si continuano a costruire a chi sono destinate? Lecco è un cantiere: si sta attrezzando per offrire casa a un target medio-alto, non certo ad anziani o a immigrati. Si tratta di un'offerta appetibile per utenti dal reddito appunto medio-alto, disponibili anzi desiderosi di emigrare dalla grande città. Ma ai milanesi conviene trasferirsi qui? Sono a buon punto i lavori del raddoppio ferroviario e, credo, nel giro di un paio d'anni il centro di Milano si avvicinerà molto a Lecco. Tra un po' lavorare in centro a Milano e abitare a San Siro o sul lungolago a Lecco sarà quasi la stessa cosa in termini di tempo casa/lavoro. Con la differenza che stare sul lago può avere qualche vantaggio in più in termini di qualità della vita. Insomma, la nostra piccola città potrebbe esercitare un forte richiamo sui milanesi... Come no. L'architetto Mario Botta e lo psichiatra Paolo Crepet hanno appena pubblicato un libro che si intitola «Dove abitano le emozioni»: un sindaco si dovrebbe preoccupare, dicono, se i suoi concittadini scappano appena possono dalla città. I milanesi che hanno i mezzi scappano nel fine settimana. E vengono anche da queste parti, come sappiamo. Nonostante tutto. Dunque Lecco si candida ad accoglierli anche come cittadini fissi. Dietro il boom edilizio c'è una strategia in questo senso, secondo lei? Me lo auguro, altrimenti sarebbe una follia. Anche se l'unico modo di investire i soldi senza rischi è il mattone, dopo le bidonate rifilate dalla Borsa. Comunque penso che sì, ci sia stato almeno un minimo di pianificazione. Un esempio? Il progetto delle Caviate con tutta quella volumetria: residenze con annesso posto barca. Quello che ci vuole per attrarre quel tipo di utenza. Tra l'altro credo che, comunque sia, quel progetto pur ritoccato si farà: il piano regolatore lo prevede, perciò... Ma servono anche servizi per essere competitivi... È questo il problema. Ci sono attrattive interessanti nei dintorni di Milano, penso al quartiere Santa Giulia e al grande progetto di Renzo Piano a Sesto con tanto verde. Per far sì che questa strategia lecchese di attrazione possa avere una prospettiva seria - lascio a sociologi e psicologi di valutarne la bontà o meno - bisogna che la città si doti di servizi. Per il momento mi limito a registrare che una città come la nostra tra un po' non avrà più nemmeno un cinema.
 
 
 

 

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