ArchiWorld Network

Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori

 
  Così nasce un Impero , Regno Unito , Regno Unito , Regno Unito , Ministerie Volkhuisvesting, Ruimtelijke Ordening en Milieubeheer , Crediti fiscali, la contestazione degli architetti , Crediti fiscali, la contestazione degli architetti , «Materiali semplici e nessuna decorazione. Dovrà parlare a tutta la città» , Workshop: "Architettura e Scienza del Suono: l'audio e l'inquinamento acustico" - Salerno , Workshop: "Architettura e Scienza del Suono: l'audio e l'inquinamento acustico" - Salerno , Workshop: "Architettura e Scienza del Suono: l'audio e l'inquinamento acustico" - Salerno , Calabria, terremoto di magnitudo 5 nell'area del Pollino , Eur, la fabbrica del potere  

Eur, la fabbrica del potere

 

Dagli scantinati dell'E42 sono saltate fuori migliaia di foto che documentano una storia italiana

Testata:
la Repubblica
 
Data:
25-11-2007
 
Autore:
Filippo Ceccarelli
 
 
Autentiche meraviglie riposano di solito nelle cantine. E tanto più a Roma, la Città Eterna, dove la memoria ammuffita dell'ipogeo nasconde tesori di sorprendente e inusitato valore, come se il buio e l'oblio, il disordine della storia e la damnatio della memoria si fossero preoccupati di conservare certe testimonianze con l'occulto scopo di riportarle alla luce nel momento opportuno...
In breve e con la ragionevole promessa, dato anche l'argomento, di misurare d'ora in poi il tasso di retorica: negli scantinati del Palazzo della civiltà italiana, il cosiddetto "Colosseo quadrato", e in quelli del Palazzo degli uffici, dove ha sede Eur Spa, sono stati ritrovati diversi rimarchevoli materiali tra cui delle foto stupende. O meglio: per iniziativa del professor Mauro Miccio, che nella sua pur varia carriera di teorico e manager della comunicazione mai avrebbe sospettato di trasformarsi in una specie di archeologo della sua azienda oltre che della zona in cui lavora, sono state restaurate delle lastre fotografiche, invero piuttosto malridotte, che adesso offrono allo sguardo visioni degne di un Cartier-Bresson. Mentre invece sono istantanee anonime, trovatelle, probabilmente prodotte nel corso di sopralluoghi per esigenze di lavoro.
Ebbene: queste immagini non solo cantano, ma in qualche modo riscattano le stesse ragioni che le avevano precipitate sotto terra, nell'abbandono e nella vergogna. Rappresentano infatti i lavori di costruzione dell'E42, il vasto insediamento che l'architettura del regime mussoliniano aveva in programma per degnamente celebrare, con un'esposizione internazionale che poi mai si fece, i vent'anni della marcia su Roma; e la gloria pregiudiziale del fascismo; e il genio italico ritornato sui «colli fatali» dell'Urbe; e l'attitudine bellica di un popolo che il Duce qualificava «di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori» come ancora si legge sul frontone di quel gigantesco cubo razionalista che perfino nel numero dei piani (sei) e delle arcate (nove) sembra dovesse riflettere, conteggiandole, le lettere di Benito e di Mussolini.
Ebbene, in cima a quel monumento inconcluso, nel vuoto della campagna assolata si staglia oggi la sagoma di un operaio che ha la grazia raccolta di un acrobata. In un'altra foto si vede una fila di lavoratori che a forza di braccia tirano un cavo con le stesse facce, gli stessi sguardi e la stessa concentrazione di certe icone del New Deal. Potenza. Equilibrio. Geometria. Poesia. Operai a cavalcioni sull'arco che Adalberto Libera non ha ancora appoggiato al vertice del Palazzo dei congressi: ma in bilico su una struttura appoggiata a dei tubi Innocenti c'è anche l'ingegnere con il suo cappello Borsalino, ed è come se danzasse tra fili e carrucole, sotto un cielo bianchissimo, come una specie di figura di Chagall.
(...)

Quel set metafisico nato troppo presto di Massimiliano Fuksas

 
 
 

 

e-mail AWN

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  • Segnala questa pagina su Delicious
  • Impossibile Trovare il Template con Nome NEWS