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Bando vietato ai vincitori del concorso

 

Il disegno dello Studio 5+1 e Ricciotti potrebbe essere stravolto con l'attuale gara

Testata:
Corriere del Veneto
 
Data:
29-11-2007
 
Autore:
Martina Zambon
 
 
Il «Sasso», il nuovo Palazzo del Cinema del Lido così come è stato presentato alla città, sarà probabilmente solo un pallido ricordo una volta realizzato. Colpa del bando per l'appalto integrato che dovrebbe uscire il 20 dicembre. Un bando a cui i progettisti vincitori del concorso indetto dalla Biennale, lo Studio 5+1 insieme all'architetto francese Rudy Ricciotti, non potranno partecipare per non avvantaggiare l'impresa partecipante. Una tegola in più sul bando già fortemente contestato dall'Oice, l'associazione di studi di ingegneria italiani che ha presentato due segnalazioni, una all'authority per i Lavori Pubblici e una alla Corte dei Conti. Un «pasticcio » che, fra le vittime, oltre al bando stesso (impugnabile perchè indetto dalla Presidenza del Consiglio e non dagli enti locali e con una scopertura finanziaria che potrebbe invalidarlo), avrebbe proprio il nuovo edificio. «Siamo stati messi con le spalle al muro - spiega Gianluca Peluffo dello Studio 5+1 nel concorso la Biennale si riservava il diritto, ma non il dovere, di affidare ai vincitori la progettazione definitiva. Noi abbiamo terminato il progetto preliminare nel modo più dettagliato possibile ma ora il nostro progetto, di cui le imprese partecipanti dovranno genericamente "tener conto", sarà elaborato da altri». Da chi sarà «firmato», alla fine, il Palazzo del Cinema? Non è ancora chiaro, tanto che i vincitori del concorso stanno interessando alla questione i propri legali. La fretta di distribuire 150 milioni di euro a diversi progetti italiani nell'ambito dei festeggiamenti per i 150 anni dall'unità d'Italia, di cui 20 a Venezia, ha portato a un bando «veloce» ma zoppicante, dicono i progettisti, come in Europa non se ne vedono. «Abbiamo tentato di spiegare a Ricciotti cosa sta succedendo - spiega Peluffo - ma non ci siamo riusciti, in Francia bandire un concorso per un'opera e poi "regalare" il progetto ad altri è impensabile, in nome della qualità dell'opera stessa. Alla fine ha allargato le braccia dicendo "C'est l'Italie"». (...)
 
 
 

 

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