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  Il made in Italy è da museo  

Il made in Italy è da museo

 

Così gli oggetti quotidiani diventano vere «opere d'arte»

Testata:
Corriere della Sera
 
Data:
08-12-2007
 
Autore:
Gillo Dorfles
 
 
Non è poi così semplice ideare un autentico museo del design: proprio per quella sostanziale divergenza che, da sempre, si è evidenziata tra il «fatto a mano», l'«unicum» dell'opera d'arte visiva - pittura, scultura - e l'oggetto creato in serie e dunque non assimilabile «sul mercato» con quello artistico. E tutto ciò senza voler fare nessuna distinzione gerarchica del valore estetico tra le due categorie, ma proprio per sottolineare come l'oggetto artistico venga a godere di un surplus valutativo che non spetta a quello dell'industria per quanto elevata sia la sua qualità progettuale.
Ecco perché, volendo (finalmente, dopo cinquant'anni dai primi tentativi olivettiani) dotare Milano di un Museo del design, le ipotesi realizzative non potevano che essere molteplici e contrastanti. Prima di tutto perché è materialmente impossibile conservare ed esporre ogni oggetto ben realizzato alla stessa stregua dell'opera d'arte; anche perché non esiste quel limite della «rarità » (e dunque del valore economico) che esiste per quest'ultima. Evidentemente nessuno spazio, per quanto vasto, sarebbe in grado di ospitare tutti gli oggetti degni di essere esposti.
Ecco perché, dopo molte e contrastanti dispute tra i membri della commissione istituita per la promozione del nuovo museo, è stato deciso di limitarne la scelta ai veri «prototipi» di ogni tipologia e, per contro, di esporre a rotazione i diversi esemplari disponibili. Così da poter offrire un quadro sempre nuovo, ma al tempo stesso imperniato su alcune tipiche «icone » divenute tali per la loro peculiare eccezionalità progettativa ed esecutiva.
(...)
Pezzi noti a ogni italiano che abbia una minima conoscenza del nostro design; ma che non potranno non stupire il visitatore «laico o straniero ancora fermo su viete posizioni protorazionaliste e non al corrente della ricchezza - «classica», ma anche «barocca» - della produzione industrializzata del nostro Paese.

 
 
 

 

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