Lunga vita al dpr 328/2001. Il «controverso» decreto che disciplina l'accesso dei laureati triennali, dopo un tirocinio di sei mesi, alle professioni tecniche rimarrà in vigore almeno fino al 2010. Anno in cui entreranno in vigore le nuove classi di laurea (si veda ItaliaOggi del 7/7/2007) e si renderà necessario raccordare laurea, tirocinio, esami di stato e iscrizione all'albo. I decreti sulle classi e quello sull'accesso, infatti, dovrebbero andare di pari passo. Almeno così è stato nelle intenzioni (naufragate) dell'ex ministro dell'università Moratti. Il ministero guidato da Fabio Mussi, invece, vuol prima vedere assestare gli effetti della riforma Berlinguer-Zecchino (il 3+2) e comprendere quanto il triennio riesce a professionalizzare prima di mettere mano al «rinforzo» del tirocinio in studio per coloro che scelgono la libera professione. A darne comunicazione è stato ieri a Milano il sottosegretario all'università, Nando Dalla Chiesa, intervenuto all'incontro-dibattito sulle «opportunità professionali per i laureati triennali» organizzato dal Collegio dei periti industriali di Milano insieme al Politecnico. Proprio la categoria, del resto, da anni lamenta le «storture» del 328/2001 dato che con lo stesso triennio di base è possibile diventare ingegnere o architetto «iunior» oppure perito industriale laureato in base all'albo in cui ci si iscrive. I periti più di una volta hanno sottolineato in questi sei anni che quello dei cugini «iunior» è un titolo con più appeal ma con meno prospettive professionali e con effetti dannosi sulle iscrizioni agli albi degli ex diplomati. «Non avrebbe senso ora riformare un sistema», ha detto Dalla Chiesa, «senza prima averne valutato le potenzialità e gli effetti». Quindi ancora due anni buoni per il dpr Siliquini. Solo nel 2010, quando le classi di laurea di cui tiene conto il 328, (quelle cioè del dm del 4 agosto 2000) saranno definitivamente soppresse, il decreto sull'accesso perderà i suoi riferimenti (...).