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Quando Eco e Maderna suonavano alla Rai

 

Negli anni '50 e '60 fu uno dei laboratori in cui nacque l'elettronica

Testata:
la Repubblica
 
Data:
17-09-2008
 
Autore:
Luigi Di Fronzo
 
 
A vederlo sembra uno di quei grossi calcolatori Ibm del dopoguerra che una volta occupavano un'intera stanza, tutto pannelli, manopole per miscelare il suono e indicatori di intensità. Pochi sospetterebbero che questa preziosa apparecchiatura, pietra miliare del vecchio Studio di Fonologia Musicale di Milano della Rai che il compositore Luciano Berio definiva "lo Stradivari dell'elettronica" - accolta da oggi pomeriggio alle 18 nel Museo degli Strumenti Musicali del Castello Sforzesco per il MiTo e poi aperta al pubblico - è il reperto storico di una stagione culturale irripetibile: icona dell'avanguardia ruggente anni ?50 e ?60, quando la crème intellettuale era animata dai giovani talenti di scrittori come Eco, Quasimodo e Sermonti, ma soprattutto pionieri della musica elettronica mondiale come Maderna, Pousseur, Cage, Castiglioni, che più tardi fu utilizzata anche per le colonne sonore radio-televisive di Fiorenzo Carpi.
(...)
Lo studio fu creato nel 1955 su progetto del fisico Alfredo Lietti e rimase attivo fino al 1983 (anno di pensionamento del tecnico-factotum Marino Zuccheri) e solo ora - dopo che era rimasto confinato per due decenni nei centri di produzione Rai fra Milano e Torino - è stato ricostruito con i suoi arredi originali (partiture, altoparlanti, portaoggetti e attaccapanni disegnati da Gio Ponti) per essere inserito al Castello su progetto dell'architetto Michele De Lucchi. (...)

 
 
 
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