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Architetti, nuova deontologia

 
Testata:
Italia Oggi
 
Data:
01-09-2009
 
Autore:
Benedetta P. Pacelli
 
 
Il rispetto della concorrenza, il principio dell'evolversi della professione e le regole sulle tariffe professionali. Il nuovo codice deontologico per la professione di architetto, che entrerà in vigore oggi, riparte essenzialmente dai qui: concorrenza e tariffe. Mostrando così di recepire le indicazioni dell'Antitrust che proprio su questi due punti aveva bacchettato molti ordini professionali. Ecco quindi che il testo (al di là di alcuni aggiornamenti l'ultimo codice deontologico risaliva al 1994) approvato dal Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, composto da 50 articoli suddivisi in otto titoli, spiega quali comportamenti possono assumere rilevanza di concorrenza sleale a danno di un professionista o, ancora, specifica che, tenendo conto dell'abolizione dei minimi tariffari, l'architetto «nell'accettazione dell'incarico deve definire preventivamente ed esplicitamente con il cliente i criteri per il compenso per la propria prestazione», comprese le eventuali variazioni in corso d'opera.
Ma il nuovo codice mette i puntini sulle i anche per quanto riguarda gli standard prestazionali indice di corretta esecuzione dell'incarico e sulla pubblicità informativa che deve essere svolta «secondo criteri di trasparenza e veridicità del messaggio», precisando che spetti «all'ordine procedere al periodico monitoraggio delle campagne pubblicitarie effettuate dagli iscritti al fine di accertare il rispetto dei criteri». Un articolo specifico viene utilizzato per definire i rapporti con i tirocinanti precisando che l'architetto è tenuto a prestare in modo disinteressato il proprio insegnamento professionale e a compiere quanto necessario per assicurare ad essi il sostanziale adempimento della pratica professionale, con particolare cura per le regole deontologiche. Viene precisato anche che il professionista deve improntare il rapporto con chi svolge il tirocinio presso il suo studio alla massima chiarezza e trasparenza, con particolare attenzione ai compiti e alle modalità di espletamento dello stesso. Infine viene introdotto il dovere di aggiornamento della propria preparazione professionale, tanto che costituisce aggravante il mancato o non corretto adempimento dell'incarico professionale, per l'inosservanza di curare costantemente la propria preparazione.
 
 
 

 

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