Costruttori, futuro con la fiducia
Testata:
Italia Oggi
Data:
02-12-2010
Autori:
Simonetta Scarane e Antonio Ranalli
Più per fiducia che per potere. Il governo si è impegnato, ieri, a convocare il tavolo a Palazzo Chigi sui problemi dell'industria delle costruzioni che concorre per il 15% alla produzione della ricchezza nazionale e conta 3 milioni di addetti. Al tavolo sarà chiamato anche il ministero dell'economia che tiene stretti i cordoni della borsa quando sente parlare di superamento del patto di stabilità. Da risolvere, in primis il problema dei ritardati pagamenti da parte della pubblica amministrazione utilizzando il tesoretto della Cassa depositi e prestiti per un anticipo di cassa in maniera da consentire all'intera filiera del comparto industriale di risollevarsi. Inoltre, sul fronte normativo, il problema della semplificazione potrebbe trovare posto nel decreto milleproroghe. Ma tutto dipenderà dalla fiducia al governo che verrà votata il 14 dicembre. Così, per passare dalla promesse ai fatti ci sarà di mezzo la fiducia all'esecutivo. Così, si sono lasciati, ieri in serata, la delegazione dei 3 mila caschi gialli in rivolta, che nella giornata avevano gonfiato la piazza di Montecitorio, ricevuta dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, e il ministro delle infrastrutture, Altero Matteoli preoccupato dalle ragioni della protesta degli stati generali. Manifestazione per chiedere una svolta nella politica del governo per le infrastrutture, organizzata dall'Ance guidata da Polo Buzzetti, anche leader di Federcostruzioni, l'Agi di Mario Lupo, con l'adesione di Federimmobiliare presieduta da Gualtiero Tamburini, insieme alle organizzazioni sindacali di categoria di Cgil, Cisl e Uil, le associazioni edili degli artigiani, Cna e Confartigianato, oltre che le associazioni dei progettisti Oice in testa, con il sostegno degli architetti del Cnappc.
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