"Ci auguriamo che la boccata di ossigeno per imprese e professionisti che sembra arrivare dalla decisione dell'Unione europea volta a superare i vincoli imposti dal patto di stabilità non si risolva nella solita politica degli annunci e poi bloccata dall'inerzia della burocrazia. Ecco perché nonostante le notizie che giungono da Bruxelles il Consiglio Nazionale degli Architetti aderisce con convinzione alla manifestazione indetta dall'Anci, in tema di mancati pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione per il prossimo 21 marzo".
Gli Architetti Italiani non ci stanno più e con una recente dichiarazione da parte del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, sono ritornati sul problema dei ritardi nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni che sta martoriando il settore delle costruzioni già in forte crisi.
"E' bene ricordare - continua il CNAPPC - che nel novembre 2011, per evitare il fallimento finanziario dell'Italia, venne sottoscritto una sorta di patto civile tra Governo e Parlamento da una parte, e cittadini, professionisti e imprese dall'altra nel quale, a fronte di un ulteriore duro inasprimento fiscale su ognuno di noi,lo Stato e le Regioni si impegnavano ad abbattere gli enormi sprechi e la burocrazia inutile della macchina pubblica; avviare il pagamento del grande debito della PA nei confronti dei professionisti e delle imprese (solo gli architetti vantano 700 mln di crediti); fare ripartire il credito dalle banche e gli investimenti per la rigenerazione delle città e dei territori. Noi architetti, come tutti, abbiamo onorato il patto, facendo i sacrifici per il bene dell'Italia".
(...)