Torre italiana nei cieli di Dubai
«L'intero edificio consuma meno del 20% dell'energia che produce con il vento e con il sole - dichiara l'italiano David Fisher, residente a Firenze dove si è laureato in architettura - e il resto dell'energia prodotta verrà immesso nella rete elettrica locale». È la prima realizzazione al mondo con un funzionamento esclusivamente naturale, e la prima al mondo i cui piani sono tutti rotanti grazie a piccole turbine eoliche e a 48 pannelli fotovoltaici, ben mimetizzati.
Il consorzio finanziatore ha sede a Milano. Tra le aziende coinvolte Marazzi, Permasteelisa, Kerakoll e Berloni.
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L'altra «meraviglia»: il Burji al-Dubai
Il Medio Oriente visto da 400 piani di altezza, al 116° piano in cima alla «Torre di Dubai», è molto diverso da come lo conosciamo al livello del mare e della polvere. È un Medio Oriente di grattacieli e superstrade californiane che là sotto già non bastano a contenere il milione di auto del milione e 400mila abitanti dell'emirato.
(...) In fondo è bello che gli arabi ora coltivino il loro orgoglio più con i grattacieli che con le armi. «Burji al-Dubai» non è ancora il grattacielo più alto del mondo ma lo diventerà. (...)