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Rivoluzione-led, che idea brillante

 

La crisi energetica e i rischi di black out costringono a ripensare forma e tecnologia delle fonti luminose

Testata:
la Repubblica
 
Data:
06-05-2007
 
Autore:
Aurelio Magistà
 
 
Anno di grande caldo e di forti consumi elettrici, rischio di black out. Con la casa sprofondata nel buio scopriamo l'importanza della luce artificiale, che riduciamo abitualmente alla sua opposizione col buio. L'illuminazione è uno degli aspetti più trascurati quando si arreda l'appartamento. Invece è essenziale per il benessere e la qualità di lavoro e relax. Il problema non è solo dove collochiamo le fonti luminose, ma anche quali tipi di luce scegliamo. Siccome la questione è sottovalutata, facciamo un po' di informazione di base con un piccolo ma aggiornato "bignamino" della luce. Aggiornato perché si è chiuso da pochi giorni Euroluce, l'appuntamento di settore che si tiene ogni due anni all'interno del Salone del mobile e in cui vengono rappresentate le tendenze, le novità ma anche i risultati della ricerca tecnologica. Dove mettere le luci? Le localizzazioni tradizionali sono a sospensione (sul soffitto), alla parete, a terra, sul tavolo o sopra l'area di lavoro (per esempio, sui ripiani della cucina). Nel tempo si sono aggiunte alternative come i faretti fissati su strutture portanti o tiranti, liberamente collocati, ma anche la ricerca tecnologica e la creatività hanno aperto nuove frontiere al posizionamento delle fonti luminose: tra le novità più interessanti, c'è la possibilità di incorporare l'impianto in pavimentazioni trasparenti (vetro, plexiglass, resine) o alla base delle pareti, mentre il design propone sgabelli o altri mobili che integrano lampadine offrendo una nuova varietà di punti luce soffusa e riposante. C'è poi l'opportunità di dipingere le pareti con vernici che si illuminano: una tecnologia futuribile non ancora commercializzata. Nell' attesa, il consiglio è di non ignorare i vantaggi della luce riflessa da pareti e superfici chiare. E per i tipi di fonti luminose? Le più diffuse restano le lampadine a incandescenza, in genere con filamento, anche se nel caso particolare delle alogene il filamento è sostituito da un gas (iodio, xeno...). Inefficienza e consumi elevati sono i loro principali difetti. C'è poi la grande famiglia delle lampade a scarica, così chiamate perché una scarica elettrica ionizza un plasma di gas che emette una radiazione elettromagnetica. La più diffusa della famiglia è quella al neon, la cui luce fredda e violenta, dopo la fortuna degli anni Sessanta e Settanta, è in declino. Parlare di tipi di luce, comunque, non ha senso se non si considera la questione dei consumi energetici, divenuta una priorità sociale e politica a causa dei black out che negli ultimi anni si verificano nel periodo estivo. La prima cosa da fare è orientarsi verso i nuovi tipi di lampade. (...)
 
 
 
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