Picnic sul «gioiello» di ScarpaVenezia, nel degrado il ponte in legno dell'architetto
Testata:
Corriere del Veneto
Data:
08-05-2007
Autore:
Martina Zambon
Istantanee già viste, in piazza San Marco, lungo riva degli Schiavoni, sui gradini del ponte di Rialto. Ora, però, è un altro ponte, ben più fragile, ad essere sotto scacco. Il turismo « selvaggio » contro cui si scaglia l'assessore al Decoro di Venezia, Augusto Salvadori, colpisce anche il piccolo ponte disegnato nel '64 da Carlo Scarpa per la Querini Stampalia e restaurato appena 3 anni fa.
Il 25 aprile e il primo maggio, hanno visto la piccola struttura ( davanti a cui l'entrata alla biblioteca scarpiana resta chiusa) utilizzata a mo' di angolino da pic nic da decine di turisti. « Un vero problema - ammette Marino Cortese, presidente della Fondazione Querini Stampalia - del resto, che cosa possiamo fare? Mettere una sbarra snaturerebbe l'opera di Scarpa. Ora stiamo valutando l'opportunità di chiudere l'accesso con un cordone, ma facciamo appello anche alla buona educazione di veneziani e turisti. È un ponte delicato, costruito in legno e metalli teneri, in ottone » . Una preoccupazione condivisa anche dalla Sovrintendente veneziana Renata Codello, che è anche una delle massime esperte delle opere di Scarpa: « Una catenella a protezione c'era - spiega l'archi tetto Codello - ed era stata messa perché nel corso del restauro di tre anni fa si è valutata la portata che la struttura poteva sostenere. La sua funzione è di passaggio, non di stazionamento, e men che meno per imbastirci sopra un pic nic. È un bene vincolato, come tutta la struttura della Querini Stampalia, va tutelato » . Secondo Cortese, quello del ponte scarpiano è uno dei tanti « capitoli dell'andazzo che c'è a Venezia, segno di una maleducazione incredibile » . In realtà, l'accesso alla biblioteca, come Carlo Scarpa l'aveva concepito, non è più consentito da almeno 10 anni, poichè i gradini progettati dall'architetto non soddisfano le nuove norme per la sicurezza di un edificio pubblico. Ecco, allora, che l'itinerario concepito per i visitatori, in costante aumento, è stato cambiato. (...) |
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