Essere uno il cui nome diventa la base per un neologismo non è cosa da tutti i giorni. Ma Alessandro Mendini, da cui deriva l'invenzione del termine "Mendinismo", si schermisce e parla di semplice gioco ironico. Sarà, ma intanto a pochi architetti e designer sono dedicati tanti omaggi quanti a questo gentilissimo signore milanese che ha sempre una grazia speciale, anche quando dice che più che di "andamento" del design sarebbe meglio parlare di "andazzo". Uno che da giovane avrebbe voluto fare il pittore o il cartoonist e, invece, è diventato architetto, design e direttore di riviste. Non solo. (...)
L'ultimo ossequio, in ordine di tempo, è la mostra "Mendinismi" (appunto) inaugurata la scorsa settimana nello spazio milanese di Rossana Orlandi e aperta al pubblico sino al 26 giugno. «Una mostra che è anche un gioco - per dirla con le parole dell'architetto - una collezione di forme che per ora sono vasi ma in futuro potrebbero diventare altro». Il progetto è chiaro, la tecnica sofisticata, il materiale lucidissimo e il risultato energetico. La collezione, che è stata realizzata con una piccola azienda artigianale di un appassionato giovane imprenditore di Milano, è stata presentata in anteprima al Salone del Mobile. E ora torna in forma completa e accompagnata da alcuni pezzi cult, naturalmente firmati Mendini, che la Orlandi ha raccolto tra i galleristi milanesi. Per una mostra a 360 gradi. «Ho accettato il gioco di decorare in modo facile questi vasi sino al punto che non debbano mostrare il materiale - spiega Mendini - la cosa che mi ha divertito di più è stata trovarmi davanti a un lavoro metodico che porta a una variazione infinita senza mai ripetersi. Lo definirei un Mendinismo più che altro su me stesso». (...)