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Anna, programmata per stupire "Ora dovete cambiare il mondo"

 

Ha finito ieri l'Alta Scuola Politecnica riservata ai migliori talenti universitari

Testata:
la Repubblica
 
Data:
29-06-2007
 
Autore:
Teresa Monestiroli
 
 
Quando ha ricevuto la lettera dal Politecnico, tre anni fa, non ha avuto dubbi. «Ero entusiasta della proposta. Mi affascinavano quei paroloni come "innovazione" e "progetti multidisciplinari", termini che si sentono poco nei normali corsi universitari. Anche se a convincermi è stata la borsa di studio che mi avrebbero offerto per trasferirmi a Milano». Anna De Vigili, 24 anni, è una dei 129 studenti che ieri hanno ricevuto il diploma dell'Alta Scuola Politecnica, il corso di laurea specialistico per talenti (per entrare è necessaria una media superiore al 27 e una buona conoscenza dell'inglese, proprio in questi giorni è partito il bando di iscrizione per il prossimo ciclo) promossa dai Politecnici di Milano e Torino. Una scuola che riunisce i migliori studenti di architettura, ingegneria e design dei due atenei e di altre università italiane e straniere. «Quando ho deciso di accettare la sfida - racconta Anna - l'Asp non esisteva ancora. Noi eravamo i primi e nessuno sapeva bene cosa fosse. È stato un salto nel buio che ho fatto con un po' di incoscienza e molto entusiasmo. Non mi rendevo conto dell'impegno aggiuntivo a cui stavo andando incontro. E confesso di averlo preso un po' alla leggera. Ma sono felice di averlo fatto».
Dopo tre anni di vita da pendolare tra Verona e Mantova, dove Anna si è laureata in architettura nella sede distaccata del Politecnico, l'idea di poter vivere a Milano con una borsa di studio era già un buon motivo per accettare. Così, dopo aver superato un colloquio in inglese, ha fatto la valigia ed è approdata al residence di Lambrate, quartier generale degli "asper" (come si sono soprannominati gli studenti). «I primi mesi sono stati bellissimi. Eravamo ancora tutti galvanizzati dalla nuova esperienza. Poi sono arrivati i dolori. Alle lezioni normali in università si sommavano gli impegni dell'Alta Scuola: fine settimana di full immersion a Milano o a Torino e summer school a Venezia e Cernobbio. Gruppi di lavoro, convegni, infinite discussioni con i compagni di corso, studio extra. Ma è stata un'esperienza molto formativa».
(...)
Il direttore del corso, durante la cerimonia di consegna dei diplomi, ha detto parole affettuose ma impegnative: «Siete fra i migliori laureati in Italia e ora avete in mano gli strumenti per cambiare il mondo. Se non lo farete, vorrà dire che avrete fallito e non potrete dare la colpa a nessuno se non a voi stessi». Ma come ci si sente a essere un talento? Risponde Anna: «Il corso ti sprona a credere di poter fare qualcosa di grande nella vita, è vero. E qualcuno degli studenti ci credeva già prima di iniziare. Io no, non mi sento una persona speciale, ma spero di mettere in pratica quello che ho imparato. Non a Milano, però. Ora vorrei trovare un buon studio di architettura all'estero per continuare a fare esperienza».
 
 
 

 

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