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Riforma, c'è ma ancora non si vede

 

Spazio alla legge quadro. Ma per ora si tratta solo sui principi

Testata:
Italia Oggi
 
Data:
27-09-2007
 
Autore:
Ignazio Marino
 
 
Una settimana per le osservazioni
La riforma delle professioni riparte dal testo «Mastella-Mantini». Che non è ancora pronto, ma che ha fissato sulla carta i suoi pilastri: poche deleghe al legislatore, inserimento dell'equo compenso per i praticanti, tariffe minime inderogabili per la progettazione delle opere pubbliche, riconoscimento delle associazioni e conseguente iscrizione dei professionisti senza albo ad una delle casse di previdenza private della corrispondente area professionale, snellimento degli ordini attraverso l'unificazione delle figure simili. La sintesi dei principi del testo base della riforma, elaborata dai due relatori di maggioranza Pierluigi Mantini (II commissione) e Giuseppe Chicchi (X commissione), è stata illustrata e depositata ieri nel corso della riunione del comitato ristretto. I principi, ora, dovranno essere trasformati in articoli per un disegno di legge che, attraverso azioni emendative, mira a traghettare il sistema delle deleghe del Mastella (la proposta di riforma del guardasigilli approvata in Cdm a fine 2006) verso una più elaborata proposta di legge quadro di principi validi per tutte le professioni. Prima, però, sarà il turno del dibattito sul documento dei due relatori. Gli altri componenti del comitato avranno tempo una settimana per fare le loro osservazioni. Ma, per conto dell'opposizione, Maria Grazia Siliquini (An) annuncia già battaglia: «Le deleghe devono scomparire e non essere ridotte», dice, «dobbiamo parlare solo di legge quadro e metterci a discutere delle sfumature della riforma. Dato che la sintesi è fumosa, ambigua e si presta a mille interpretazioni».

ItaliaOggi pubblica la sintesi dei principi del testo-base della riforma delle professioni

Premessa
Al termine della fase delle audizioni, ricca di indicazioni utili, i relatori ritengono di proporre alle Commissioni II e X della Camera un testo-base che tenga conto sia delle proposte di legge di iniziativa parlamentare, oltre che del disegno del governo, e sia dei principali contributi emersi.
La convinzione, che qui si ribadisce, è che occorra procedere senza indugio alla modernizzazione delle professioni italiane attraverso una legge di principi adeguata all'economia della conoscenza nel terzo millennio, che favorisca la crescita della qualità, la capacità competitiva e il contributo di coesione sociale del sistema nazionale delle professioni, in coerenza con le direttive europee.
La riforma è raccomandata dalla Ue per garantire la libera concorrenza e circolazione dei professionisti; dall'Autorità per la concorrenza che segnala in particolare vincoli all'accesso; dalla necessità di tutelare di più gli utenti che si trovano in condizioni di svantaggio informativo; dalla necessità di regolamentare il mondo delle professioni «nuove» che hanno peso crescente sul mercato dei servizi e si trovano in un limbo legislativo che può danneggiare l'utente (è utile precisare lo skill professionale).
L'andamento delle audizioni e dei numerosi convegni consente di guardare con ottimismo al sollecito esito di questa iniziativa legislativa. Il clima negativo dell'avvio si è attenuato anche per effetto dell'azione di ascolto messa in atto e per la progressiva condivisione delle ragioni della riforma, anche attraverso una crescente «autoriforma» praticata dai soggetti professionali. In ogni caso è politicamente importante una riforma che, per la modernizzazione delle professioni, coinvolga gli Ordini e non appaia come fosse «contro» di loro. I punti già introdotti con il cd. decreto Bersani (società, pubblicità, eliminazione delle tariffe minime) restano in sostanza confermati ed è a partire da essi che si sviluppa la riforma.
Riteniamo che la riforma delle professioni e le politiche per le professioni debbano essere il risultato della più ampia condivisione politica tra tutti i gruppi parlamentari, nell'interesse del paese.
In forma sintetica, e rinviando alle precedenti relazioni e al dibattito parlamentare, esponiamo di seguito, a partire per comodità dal disegno del governo, i punti innovativi oggetto della proposta di testo base.
(...)
8. Questione «tariffe». Nel rispetto delle norme vigenti, ci sono due questioni aperte: a) il «patto di quota lite» che riguarda l'avvocatura. (...) b) si può riconoscere l'esistenza e il rispetto di minimi tariffari per le attività di progettazione di OoPp perché in questi casi è decisiva la qualità (come in Francia).
(...)

 
 
 

 

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