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Il palazzo di Gehry? Un buco nell'acqua

 

Lo Stata Center fu ultimato nel 2004

Testata:
La Stampa
 
Data:
08-11-2007
 
Autore:
Maurizio Molinari
 
 
Infiltrazioni di acqua e ghiaccio, crepe, muffa, porte di emergenza che si chiudono male e finestre che non riparano dalle intemperie. L'atto di citazione nel Massachusetts Institute of Technology (Mit) è una dura requisitoria contro Frank Gehry, il noto architetto americano che nel 2004 completò lo Stata Center di Boston riscuotendo una parcella di 15 milioni di dollari. Da quel momento in poi l'edificio, realizzato con un gioco di angoli e pareti cuneiformi, non ha fatto che dare grattacapi all'ateneo di Boston che, di fronte al moltiplicarsi di «danni strutturali e di design», ha deciso di affidare la pratica agli avvocati iniziando una causa legale destinata a trasformarsi in processo contro il progetto di Gehry. Anche perché i 300 milioni di dollari spesi dal Mit finora si sono dimostrati uno dei peggiori investimenti da parte dell'attuale consiglio di amministrazione.
Ricevuto l'atto di citazione Gehry è andato subito al contrattacco. «L'unica verità assodata - ha dichiarato al "New York Times" - è che il Mit sta tentando di riscuotere parte dell'assicurazione» con la quale vengono realizzati i progetti. Sul fatto che l'eccesso di angoli architettonici abbia causato irrisolvibili difetti strutturali l'architetto sembra scettico: «Ricevo email da docenti e alunni del Mit che sono stati in quell'edificio e non condividono la decisione presa dall'ateneo di intraprendere vie legali». Che qualcosa nel progetto non vada tuttavia Gehry non può negarlo ma la sua spiegazione è la seguente: «Tali questioni sono più complicate di quanto appare, simili progetti vedono il coinvolgimento di molte persone ed è difficile appurare cosa sia andato storto, un edificio simile comprende fino a sette miliardi di parti e la possibilità di terminarlo senza che qualcosa collida o non funzioni sono ridotte». Come dire: realizzare i progetti più all'avanguardia dell'architettura moderna comporta dei rischi, il Mit lo sapeva ed ora sta solo tentando di speculare su alcuni dettagli al fine di rientrare di parte dell'ingente somma investita nello Stata Center. (...)

 
 
 

 

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