Una storia d'amore che poco meno di un secolo più tardi, la scrittrice americana Nancy Horan ha ricostruito con la meticolosità di una ricerca da dottorato e con la passione narrativa di una donna ispirata da una tragedia d'amore nel suo "romanzo storico" Loving Frank, tradotto oggi in italiano come Mio amato Frank da Einaudi (pagg. 300, euro 14,80).
(...) Mamah e Frank avevano tentato di fuggire in Europa, dove i disegni di Wright fatti per un cliente tedesco l'avrebbero fatto conoscere e venerare dai giovani architetti che si preparavano a costruire e ricostruire due volte l'Europa. Avevano abitato anche a Fiesole per un anno. Ma il richiamo delle grandi praterie del Midwest americano e poi del Nord lui aveva riportati nel Wisconsin, nella villa Taliesin.
Mentre si arrampicava su quella collina, la notte del 15 agosto 1914, Frank Lloyd Wright sapeva. I pompieri già cominciavano a scendere sulla strada sterrata. La persona che lo aveva chiamato al telefono a Chicago era stato vago, ma in fondo chiaro e Frank aveva avuto tutto il tempo, nell'ultimo treno della notte, per capire. Quando arrivò tra i ruderi fumanti, non ci furono più dubbi. Sulle scale di pietra, rigorosamente estratte dalle cave locali, fra le travi smozzicate e le vetrate fuse, uno dei suoi assistenti piangeva, annerito. «Mamah è morta subito, non ha sofferto», ma non era vero. (...)