Contro l'utilizzo indiscriminato dell'appalto integrato gli ingegneri del Consiglio nazionale chiedono al governo un provvedimento secondo il quale la pubblica amministrazione venga dotata di strutture preposte alla programmazione ed al controllo delle opere e alla gestione delle gare di progettazione. «perché», è la motivazione, «solo con una netta separazione tra la fase progettuale e la costruzione dell'opera si garantisce l'interesse pubblico, la qualità dell'opera e la sicurezza dei cittadini». Insieme agli architetti e ai geologi, gli ingegneri del Consiglio nazionale guidati da Paolo Stefanelli hanno sollevato davanti alle commissioni lavori pubblici della camera e del senato la questione dell'appalto integrato che lega la progettazione esecutiva all'impresa che esegue i lavori, danneggiando così il mondo dei professionisti della progettazione. E anche gli ingegneri delle società di ingegneria che hanno da tempo a che fare con il mercato che va male, come dimostra anche il consueto rapporto mensile redatto dall'Oice, l'associazione che riunisce le società di ingegneria, architettura e di consulenza tecnico-economica.
Secondo una nota redatta dal Cni a seguito delle due audizioni davanti ai parlamentari delle commissioni lavori pubblici di camera e di senato, con l'appalto integrato si mette a rischio «la sicurezza dei cittadini».
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