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Una risorsa senza progetto

 

Procida

Testata:
la Repubblica
 
Data:
21-08-2007
 
Autore:
Giancarlo Cosenza
 
 
Nel golfo di Napoli, Procida conserva una struttura sociale in assenza però di un progetto di sviluppo coerente inteso da parte dell'amministrazione e degli stessi abitanti. Riceve intanto una notevole pressione esterna di un turismo estraneo ai valori del proprio ambiente.
L'isola è una risorsa eccezionale quanto delicata, ha una propria storia marinara, una qualità del territorio, una singolare architettura sviluppatasi nei secoli e oggi aggredita. Scrive Cesare Brandi: «Nessuna delle piccole isole del Mediterraneo possiede un patrimonio di architettura minore così bello e caratteristico come Procida».
Procida ha un piano paesistico degli anni Sessanta, un successivo piano regolatore comunale estraneo alle esigenze locali, entrambi redatti all'esterno per la rinuncia locale a un programma con il quale dirigere tutela e sviluppo. Eppure la necessità di un programma è un tema della massima serietà per affrontare il futuro e non perdere i valori sociali economici e culturali. Scrive ancora Cesare Brandi: «Salvare i tratti essenziali del paesaggio italiano nelle regioni più caratterizzate è un imperativo non meno rigido della conservazione del patrimonio artistico». Escludere un progetto e rinunciare quindi a controllare lo sviluppo possibile altera nel tempo la trasformazione di una originaria economia marittima in un turismo balneare, determina incontrollate edificazioni sul territorio, un traffico automobilistico lasciato a se stesso, una prossima nautica da diporto come ulteriore pressione da mare; quindi un'occupazione violenta a terra e lungo la costa.
Risulta invece importante costruire un programma unico, anche con i finanziamenti disponibili, porre la prospettiva di esaltare il valore delle risorse naturali e di quelle realizzate dall'uomo nel passato, così da restituire a Procida una qualità e un'immagine di alto significato.
(...)
 
 
 

 

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